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Green Deal Europeo

Il patto verde o green deal europeo è la politica economica comunitaria del futuro. Uno strumento che dovrebbe aiutare a raggiungere la competitività sostenibile del vecchio continente. La sua storia in pillole.

Il Green Deal Europeo GDE, o patto verde, rappresenta la strategia comunitaria per una crescita sostenibile. 

GDE è costituito da una serie di azioni chiave realizzate secondo una road map

Le azioni chiave sono iniziative politico-economiche approvate dalla Commissione Europea, ispirate dai contenuti di Agenda 2030 ONU sullo sviluppo sostenibile.

GDE ricalca in parte le linee del New Green Deal USA 2019 manifesto ideologico delle sinistre oltreoceano. Progetto mai decollato: un elenco di incentivi contro il cambiamento climatico e le diseguaglianza sociali.

Green Deal Europeo: perchè nasce?

L’obiettivo generale del GDE è quello di trasformare il mercato europeo in un’economia competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, che recuperi il gap tecnologico e digitale (con USA e Cina) e che al 2050 non generi emissioni di gas serra (neutralità climatica).

Possiamo ritenere che la Comunità Europea abbia inteso promuovere il GDE per dotarsi di una politica economica comune, finora assente. Un’assenza che ha determinato nel vecchio continente un ritardo tecnologico e dell’innovazione, un ritardo che penalizza lo sviluppo economico attuale e futuro.

Con GDE si prova ad uscire dalla logica delle politiche del rigore, si vuole investire e cambiare, puntando su quello che si crede sarà il futuro: digitalizzazione innovazione tecnologie green. E’ anche un modo di reagire al rallentamento della globalizzazione, un ritorno alle “dimensioni regionali” (la UE vista come macroregione).

Si prende atto del rischio che comporta l’eccessiva dipendenza dalla “dimensione globale”, per materie prime, fonti energetiche fossili, tecnologia e conoscenza. Di conseguenza si tende a “sganciarsi relativamente” dagli scambi globali puntando a una crescita autosufficiente e sostenibile in ambito europeo.

In questa logica  nascono gli obiettivi di un rilancio della produzione industriale e dello sviluppo di stili di vita meno esosi di energia e materie prime e rispettosi dell’ambiente. 

Il veloce accadere degli eventi oltre alla GDE, stimola anche lo sviluppo di altri strumenti di risposta comune: Recovery Fund o Next Generation UE, PNRR. Sono tutti strumenti collegati, che vogliono essere la nostra risposta pre e post pandemica allo strapotere sui mercati degli Stati Uniti e della Cina.

Per approfondire

Green Deal Europeo e Road Map

A partire dal 11\12\2019 quando Ursula von der Leyen presentò il GDE definendolo la nuova strategia di crescita, sono già stati approvati da parte della Commissione Europea una cospicua serie di atti che hanno assunto effetti concreti e vincolanti, un passo dopo l’altro si sta percorrendo la road map (il percorso) per mettere in atto il GDE.

Green Deal Europeo, step del 2020

Piano d’investimenti per il GDE , Comunicazione del 14\1\2020. Dedicato alle zone e ai settori più esposti alle ripercussioni della transizione green. Contesti “fragili” a causa dell’alta dipendenza dai combustibili fossili o per la presenza di processi industriali ad alta intensità di gas serra. Il Piano rende disponibili una serie di fondi nell’ottica del cosiddetto JTF “meccanismo per la transizione giusta“. In Italia interessa le zone del Sulcis e del Tarantino

Legge europea sul clima del 4\3\2020 e Regolamento di esecuzione UE 2021/2119 sanciscono l’obiettivo della neutralità climatica al 2050 e della riduzione di emissioni del 55% al 2030 (rispetto i volumi di gas serra prodotti nel 1990).

Nel 2020 sono state definite una serie di azioni chiave che tracciano la strada per la realizzazione del GDE (Green Deal Europeo). Ecco i titoli.

Strategia Industriale Europea con focus sullo sviluppo green e digitale, mira a migliorare la competitività di industrie e PMI.

Piano d’Azione per l’Economia Circolare, che traccia la strada per la riduzione della produzione di rifiuti e il riuso di materiali e prodotti.

Strategia per la Biodiversità a tutela della ricchezza genetica naturale.

Dal Produttore al Consumatore strategia “From farm to fork” con obiettivo la creazione di sistemi alimentari sostenibili.

Strategie per l’Integrazione dei Sistemi Energetici e dell’Idrogeno, tramite una serie di tappe si vorrebbe arrivare nel 2050 ad applicare su larga scala la produzione energetica grazie alla tecnologia dell’idrogeno rinnovabile.

Piano degli Obiettivi Climatici 2030 una serie di iniziative per favorire la riduzione di emissioni prevista al 2030.

Ondata di Ristrutturazioni piano per ridurre i consumi energetici dagli edifici.

Energie Rinnovabili Offshore che puntano su eolico e energia oceanica.

Patto Europeo per il Clima una serie di attività per coinvolgere i cittadini nel cambiamento.

European Battery Alliance strategie per produrre accumulatori elettrici in modo sostenibile.

Green Deal Europeo: step del 2021

Nuova Strategia per l’adattamento ai cambiamenti climatici che attua il piano d’azione per l’economia circolare.

Piano d’Azione per l’Agricoltura Biologica attivo nell’ambito della strategia “From farm to fork” per arrivare al 25% della superficie coltivata biologicamente nella comunità.

Piano d’azione per azzerare l’inquinamento atmosferico idrico e del suolo fissa al 2030 una serie di obiettivi di mitigazione degli impatti.

Economia Blu Sostenibile direttive per la gestione dei mari che comprende la decarbonilizzazione dei trasporti marittimi, la difesa dalle plastiche e quella delle coste, per la sostenibilità della pesca ecc.

Nel 2021 la Commissione Europea nel suo documento Strategia annuale della crescita sostenibile”  conferma le linee di sviluppo del GDE con obiettivo  la “competitività sostenibile”. Tra le altre cose  si definiscono obiettivi intermedi (di mitigazione gas serra) da conseguire nel 2025, propedeutici al raggiungimento dei target di mitigazione prefissi al 2030.

Nel documento si parla anche di una nuova enorme sfida, il contrasto alla pandemia Covid. Si tracciano i principi secondo i quali dovranno essere scritti i Piani di Rilancio e Resilienza Nazionali, individuati come strumenti comuni  di risposta alla crisi attuale e alle sfide future

Il Covid 19 e il PNRR

Nel 2020 purtroppo si materializza un tragico terribile imprevisto: la pandemia Covid con le sue ripercussioni sanitarie ed economico sociali.

L’evento ha portata devastante e colpisce proprio nel momento in cui i Paesi membri hanno messo in atto il gigantesco sforzo economico rappresentato dal GDE. 

Gli effetti della pandemia obbligano la Commissione Europea ad attivarsi per la difesa dell’economia, della salute e del benessere sociale. Si pensa a un nuovo piano di sostegno economico.

La Commissione Europea sceglie di collegare le azioni del piano comunitario di sostegno economico che sarà varato, agli obiettivi del Green Deal Europeo. Nasce così nel Dicembre 2020 il “Quadro finanziario pluriennale QFP” detto anche “Pacchetto Ripresa“: fondi per circa 1200 miliardi di euro allocati in vari capitoli di spesa  pluriennali del bilancio comunitario a lungo termine (2021-2027). 

Riconoscendo che l’economia ha necessità di essere sostenuta in tempi brevi, il Pacchetto Ripresa è affiancato da un corredo di altri 800 miliardi di euro (reperiti sui mercati finanziari tramite emissione di titoli di credito europei, una sorta di EUROBOND) il Next Generation EU, noto in Italia anche come Recovery Fund o Recovery Plan. Si tratta di un piano di finanziamenti suddiviso in 3 capitoli di spesa o pilastri dei quali preponderante è il primo pilastro, quello del valore di 720 miliardi di euro circa chiamato “Dispositivo per la Crescita e la Resilienza“.

Il “Dispositivo Crescita e Resilienza” erogherà 338 miliardi di aiuti come sovvenzioni e 386 miliardi come prestiti. La parte di fondi sotto forma del prestito devono essere  restituiti da parte dei beneficiari, entro il 2058.

I Paesi membri che desiderano accedere ai finanziamenti devono mettere a punto e sottoporre all’approvazione della Commissione Europea i cosiddetti PNRR Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza. Vai al prossimo articolo che parla del PNRR

GDE la sfida che non possiamo permetterci di perdere

Sicuramente il GDE ha rappresentato una scelta coraggiosa da parte dell’Europa (o almeno da parte dei pochi che hanno potuto giocare un ruolo attivo nella scelta), quanto è stato programmato e avviato è sicuramente un ottimo progetto.

Si tratta di un programma complesso e articolato che affronta più settori e argomenti decisivi per il successo finale. La “dotazione economica” di cui il piano e corredato è di dimensioni coerenti.

Gli obiettivi prefissi sono di termine medio-lungo, caratteristica che dovrà confrontarsi con un contesto globale  fatto di cambiamenti velocissimi, con il possibile ingresso in gioco di incognite impreviste o soggetti e comportamenti ostili (vedi pandemia, crisi energetica ecc). Si tratta di una scommessa davvero sfidante e anche con discreto rischio di insuccesso.

Non sarà per nulla facile raggiungere gli effettivi obiettivi del GDE che in pratica potremmo riassumere con “mantenimento di un ruolo primario del vecchio continente nel contesto globale“. Ruolo indispensabile a garantire l’attuale standard di vita dei propri abitanti.

Il punto è che non ci sono alternative o si vince la sfida o ci si avvicina pericolosamente al declino.

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Tag: , , Last modified: 8 Agosto 2023