Le entrate dello Stato
Il capitolo tasse e affini seppur antipatico e complesso è fondamentale da comprendere per ragionare di Pubblica Amministrazione. L’articolo 53 della Costituzione definisce che tutti siamo tenuti a concorrere alle spese pubbliche secondo capacità contributiva e criteri di progressività (chi ha di più deve dare di più).
Il sistema tributario italiano è rappresentato dall’insieme delle norme giuridiche che disciplinano tributi e loro applicazione. Il ST determina il complesso dei tributi in vigore nel Paese. La raccolta tributaria serve a finanziare la macchina statale (spese pubbliche) in tutti i sui aspetti.
La raccolta tributaria è la fonte delle entrate statali. Per la precisione tra le entrate dello Stato ci sono altre due voci quantitativamente molto minoritarie, oltre ai tributi fiscali. Si tratta delle cosiddette ENTRATE EXTRA TRIBUTARIE (proventi per erogazione di servizi pubblici e da beni statali) e della ALIENAZIONE DI BENI PATRIMONIALI.
Bisogna sapere che il gettito fiscale non copre i costi complessivi delle spese pubbliche, per questo lo Stato ricorre ad un altro tipo di entrate l’EMISSIONE DI TITOLI DI DEBITO PUBBLICO. A grandi linee l’ammontare dell’emissione lorda annua dei titoli di debito pubblico raggiunge valori non troppo distanti dal valore totale del gettito delle imposte dirette e indirette. Il volume di tale voce di entrata viene definito annualmente in sede di previsione di bilancio. Si tratta in buona sostanza di prestiti accesi dallo stato, quindi di un tipo di “entrata a debito” che a differenza delle entrate tributarie, dovrà essere restituita a scadenza con relativi oneri.
L'universo dei tributi
L’impostazione del sistema tributario italiano come è oggi fu delineata negli anni 70 (Legge Delega 825 del 1971 e i suoi Decreti Legislativi). Una riforma fatta anche su spinta comunitaria che introdusse e rese centrali le imposte sui redditi. La riforma uniformò e ridisegnò le imposte indirette, il sistema del contenzioso tributario, l’accertamento e la riscossione. Cambiò anche il sistema tributario di Regioni e Enti minori.
Nel linguaggio corrente si parla genericamente di “tasse”, per la precisione si dovrebbe parlare di “tributi”. I tributi sono divisi in tre grandi categorie
IMPOSTE pagate da tutti secondo capacità impositiva indipendentemente dal proprio grado di utilizzo dei servizi pubblici (Irpef, Iva ecc).
TASSE pagate solo da chi vuole ottenere un servizio pubblico o una concessione (tasse scolastiche, bollo passaporto ecc).
CONTRIBUTI pagati per accedere a servizi diversi da quelli ottenibili con le tasse (C. previdenziali, C. di urbanizzazione ecc).
Le voci più importanti: Imposte e Contributi
Tipicamente le imposte si calcolano applicando una aliquota sull’imponibile assoggettato, se l’aliquota è fissa l’imposta è proporzionale, se l’aliquota aumenta con l’imponibile è detta progressiva (di solito a scaglioni). Le imposte di solito sono permanenti (cicliche), alcune però sono straordinarie (una tantum). Le imposte reali colpiscono una ricchezza oggettiva, quelle personali colpiscono la ricchezza in funzione della situazione individuale del possessore.
Le IMPOSTE DIRETTE colpiscono la ricchezza sia sotto forma di patrimonio che di reddito (chi ha reddito sottoposto a imposta presenta annualmente denuncia e versa il tributo a scadenza). IRPEF sul reddito delle persone fisiche, è personale e progressiva a scaglioni. IRES sul reddito delle società, personali e proporzionale. IRAP regionale sulle attività produttive, reale e proporzionale su produzione e scambio di beni e servizi. ICI comunale, reale proporzionale patrimoniale, sui redditi di terreni e fabbricati.
Le IMPOSTE INDIRETTE colpiscono l’utilizzo e il trasferimento della ricchezza : IVA sui trasferimenti di beni con aliquota variabile. IMPOSTA DI REGISTRO sulle locazioni e trasferimenti immobiliari. IMPOSTA CATASTALE sulle volture catastali.
Tra i Contributi spiccano i CONTRIBUTI SOCIALI, sono prelievi obbligatori sul reddito da lavoro destinati a finanziare servizi sociali (pensioni, assistenza sanitaria ecc).
La grande torta del sistema tributario italiano
Per avere un’idea di come si compone l’ammontare delle entrate tributarie statali (TAX MIX) prendiamo come riferimento il dato 2019. Il valore complessivo dei tributi riscossi corrisponde a circa 758 miliardi di euro, considerando per semplicità questo valore come 100 la sua composizione è stata:
34% imposte indirette, 33,9% imposte dirette, 31,9% contributi sociali, 0,2% imposte in conto capitale.
Nel tempo la composizione del tax mix evolve lentamente a seguito di scelte di policy (es con l’introduzione di nuove tipologie di tasse e abolizione di altre) e del cambiamento della realtà sociale e produttiva del Paese. Per esempio nel 1995 erano i contributi sociali pari al 34,95% la prima componente del mix.
Per approfondimenti https://www.pwc-tls.it/it/services/fiscal-policy-and-economics-consulting/docs/Stato-del-Sistema-Fiscale-Italiano-2020.pdf
Gli ingredienti della torta tributaria
L’analisi dettagliata delle componenti del tax mix permette di capire alcuni aspetti di un sistema fiscale: efficienza della composizione dei tributi, peso dei tributi sulle diverse categorie sociali, settori che producono le entrate maggiori. (per approfondire le modalità di gestione del tax mix)
IMPOSTE INDIRETTE nel 2019 sul totale l’IVA è il 43%, le imposte sulla produzione il 20% (IRAP, imposte inquinamento ecc), imposte sui consumi 18% (sugli oli minerali, sul metano ecc) imposte di bollo 9,8%, imposte lotterie 4,1%, assicurazioni 2,5% ecc.
IMPOSTE DIRETTE sul totale 68,7% IRPEF, 13,4% IRES, 7,4% ritenute a titolo d’imposta 4,7% IRPEF regionale, 3,9% altre imposte correnti (tra cui ICI), 1,8% Addizionale Comunale IRPEF ecc.
I CONTRIBUTI SOCIALI sono distribuiti per il 65% a carico dei datori di lavoro e 33% a carico delle famiglie.
Sistema tributario italiano in sintesi
All’oggi il sistema tributario italiano vede due principali imposte dirette nazionali sul reddito IRE (IRPEF) e IRES (reddito delle società). Due principali imposte dirette locali IRAP regionale (sulle attività produttive), ICI comunale (sugli immobili). Una serie di imposte indirette, IVA (sul valore aggiunto), IMPOSTE DI FABBRICAZIONE (accise), IMPOSTA DI BOLLO, IMPOSTA SUI TRASFERIMENTI DI RICCHEZZA (di registro, di successione, di donazione). Al tutto si aggiunga la voce CONTRIBUTI SOCIALI per chi è interessato.
CURIOSITA’
ACCISE o imposte di fabbricazione, sono imposte indirette su produzione e consumo, sussistono su oli minerali (carburanti), alcool e bevande alcooliche, energia elettrica, tabacchi.
CARBON TAX introdotta con legge 448/98 aumenta le accise sugli oli Minerali destinando i proventi alla lotta all’aumento di CO2.
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