Semplificare non è distruggere
La sburocratizzazione deve basarsi su alcuni pilastri fondamentali
Lo snellimento della macchina pubblica e quindi dell’apparato Burocratico è inderogabile, questo non significa che tutto sia da spazzare via, l’utilità della Pubblica Amministrazione è indiscutibile.
A essere sotto esame non è il compito di gestore dei Servizi Pubblici assegnato alla Burocrazia, ad essere in crisi sono le modalità poco efficienti ed efficaci con cui opera.
La Burocrazia non va eliminata ma ricondotta a un contesto strutturale ed organizzativo funzionale alle esigenze dei cittadini: da peso a risorsa.
Sicuramente sburocratizzare non significa neppure degenerare l’apparato. La Pubblica Amministrazione non deve essere trasformata in una sorta di impresa privata, la missione del servizio pubblico non è creare profitto (ma neppure dilapidare ricchezza) ma favorire lo sviluppo di benessere e coesione sociale, specie ora che lo Stato non è più direttamente impegnato nei settori economici (vedi post Burocrazia e sviluppo economico).


I pilastri della sburocratizzazione
Mettere mano alla semplificazione e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione Italiana è impresa eroica, da approcciare come una lunga scalata, per sperare di arrivare in cima dobbiamo partire sapendo che sarà lunga e difficile.
Indispensabile avere sempre un riferimento cui affidarsi nei momenti di decisione. Almeno cinque sono i pilastri su cui basare le fondamenta della ricostruzione.
Bisogna a priori avere le idee chiare almeno su cinque aspetti decisivi: Legge, Capacità e merito, Cultura, Classe Dirigente, Organizzazione.
Questi cinque aspetti impattano direttamente sulle “componenti anatomiche” della burocrazia (vedi articolo: procedure, cultura, gerarchia) di conseguenza per ottenere effetto sinergico vanno approcciati tutti contemporaneamente.
Primo dei pilastri della sburocratizzazione: la Legge
Uno dei motivi della “degenerazione burocratica” è sicuramente derivato da quella prerogativa della Burocrazia che le assegna un ruolo importante nella stesura di leggi e regolamenti (per approfondire LINK “Atti amministrativi e dintorni”).
La Burocrazia concorre con il decisore politico alla formazione della legge: il decisore inizialmente indica vincoli, obiettivi della legge, i burocrati la scrivono inserendo tutta una serie di passaggi formali necessari a inserirla nel contesto generale delle altre leggi, gli aspetti di bilancio, responsabilità, tempi ecc. Poi il decisore approva la legge e “l’onere” passa ai cittadini.
Purtroppo i burocrati quando scrivono le leggi spesso fanno anche in modo di garantire la continuità del loro peso e potere nella gestione della P.A.. Questo spesso introduce nelle norme passaggi inutili a sola tutela e vantaggio dei burocrati.
Nascono così leggi contorte che complicano gli adempimenti dei cittadini. La sburocratizzazione richiede certamente un ripensamento alle modalità di stesura dei leggi e norme. Esiste la necessità di separare e filtrare le esigenze pubbliche da quelle burocratiche.
Meno norme più semplici e chiare, il linguaggio “burocratese” delle leggi andrebbe ripensato. Obbiettivo dare la possibilità a chiunque, anche se non avvocato, di capire effettivamente cosa significa il testo e cosa è richiesto di fare.


Pensare e scrivere norme semplificanti
Uno dei pilastri della sburocratizzazione è rappresentato dalle leggi: semplificare la giungla dell’universo legislativo nazionale è opera immane ma inderogabile (per approfondire il peso dei regolamenti sulle imprese LINK).
Se vogliamo sburocratizzare è necessario che le prossime nuove leggi prevedano il minor numero possibile di passaggi burocratici, tra diversi uffici e strutture ecc. Minor numero di controlli formali (sulla carta) e maggior incisività dei controlli in campo. Evitare di chiedere al cittadino documenti o informazioni già in possesso di altri uffici o strutture della P.A., evitare tutti gli effetti negativi prevedibili per gli utenti.
Iniziare da subito a scrivere leggi e norme “mirate” alla semplificazione è uno sforzo ma è la premessa per ottenere in seguito meno peso burocratico per i cittadini. A un regolamento “complesso” non può che seguire una procedura burocratica “complicata”.
Migliori modalità di stesura delle leggi sono un nodo cruciale per ridurre il “potere degli uffici”.
Continua a leggere la seconda parte del post sui Pilastri della sburocratizzazione LINK
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