La Costituzione definisce i principi per la Burocrazia
Nell’architettura dello Stato Italiano e della sua Costituzione, non è previsto l’esercizio discrezionale da parte della Burocrazia delle attività di Amministrazione Pubblica.
La Costituzione Italiana in primis e alcune Leggi ordinarie intervenute in seguito, stabiliscono i vincoli di rispetto per chi amministra gli interessi pubblici.
I principi giuridici attorno ai quali dovrebbero ruotare le attività di Amministrazione Pubblica della Burocrazia, secondo la Costituzione Italiana, in sintesi sono:
- Articolo 97 definisce che gli Uffici agiscano secondo Legalità, Buon Andamento e Imparzialità
- Articolo 5 riconosce le autonomie locali e il decentramento amministrativo
- Articolo 118 stabilisce che il funzionamento amministrativo sia affidato nell’ottica della sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza a Comuni, Provincie (ex), Regioni Città metropolitane e Stato centrale.
Leggi ordinarie che aggiungono vincoli a quelli costituzionali
La principale Legge da considerare è la 241/1990, in art 1 aggiunge, nella gestione della P.A., anche i principi giuridici di Economicità, Efficacia, Imparzialità, Pubblicità e Trasparenza.
La Legge 241, introduce anche il vincolo del rispetto dell’ordinamento Comunitario: la parziale cessione di sovranità conseguente all’entrata nella Comunità Europea comporta che in caso di conflitto tra diritto nazionale e comunitario, prevalente sia il secondo.
Altre Leggi ordinarie intervengono a normare la P.A. come per esempio Legge 165/2001 che tratta della riforma della dirigenza pubblica.
Il burocrate nell’ambito della sua gestione dell’Amministrazione Pubblica è dunque tenuto al rispetto di una serie di vincoli o principi così da concretizzare i legami tra Burocrazia e Costituzione..
Il principio di imparzialità
Il Burocrate deve riservare giudizio e trattamento pari per tutti gli interessi in gioco, privati e pubblici. Mantenere un comportamento uniforme tra situazioni simili e diverso per casi diversi tra loro.
L’imparzialità dovrebbe scongiurare il clientelismo che può celare corruzione, mafia, evasione fiscale ecc. Una serie di norme apposite (es per il settore appalti pubblici, per le decisioni in conflitto di interesse) sono nate a garanzia di imparzialità.
Negli appalti pubblici necessitano commissioni di gara per le valutazioni. Sono vietati bandi fotografia o su misura che richiedono requisiti economico-finanziari o tecnico-professionali posseduti solo dal vincitore predeterminato.
Il principio del Buon Andamento e le tre E
Per Buon Andamento si intende quello dell’esito della azione amministrativa, tale da raggiungere l’interesse collettivo. Potemmo tradurre “obbligo di buona amministrazione” che la Costituzione assegna alla Burocrazia.
Ai fini del buon Andamento viene garantita ai dirigenti della P.A. l’indipendenza dagli organi politici (principio di imparzialità) per quel che riguarda la gestione degli Uffici Pubblici e del personale, le scelte e il controllo sugli atti amministrativi e relative spese, l’attuazione di obiettivi e programmi di indirizzo politico. Il dirigente deve realizzare le indicazioni politiche ma volendo può registrare un suo parere negativo nell’atto adottato.
E’ evidente che la Burocrazia è il soggetto cui viene direttamente fatto carico dalla Costituzione la responsabilità del Buon Andamento. Il procedimento inizia dalla scelta del personale con opportuna professionalità, del modello organizzativo e delle risorse necessarie, termina con i risultati raggiunti.
Per aiutare il Buon Andamento la legge 241/1990 introduce il concetto dei termini temporali massimi per la conclusione di un procedimento. Introduce anche la necessità di conclusione tramite un provvedimento espresso.
241 introduce l’obbligo per i provvedimenti amministrativi non di natura generale di motivazione della decisione : presupposti, ragioni giuridiche, risultanze istruttorie. Inoltre in caso di provvedimenti avversi è data al titolare di interesse, colpito dalla decisione amministrativa, la possibilità di contenzioso presentando osservazioni e documenti.
Per ottenere un Buon Andamento ci devono essere anche efficienza, efficacia, economicità, le tre E.



Le tre E: Efficienza, Efficacia, Economicità
EFFICIENZA saper ottenere risultati utilizzando meno risorse possibile. La 241/1990 cita l’uso della telematica come mezzo per conseguire efficienza
EFFICACIA capacità di raggiungere gli obiettivi definiti. La P.A. deve saper gestire le proprie risorse al fine di conseguire i risultati affidati.
ECONOMICITA’ ottimizzare i risultati in rapporto alle risorse disponibili. Es. tramite il silenzio assenso (si riduce la scrittura di atti), tramite centri di acquisto unificati ecc.
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